La frutta e la verdura riducono il rischio del parto prematuro

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Un parto prematuro può rivelarsi molto rischioso per la salute della mamma e del nascituro. Per ridurne il rischio, un’importante aiuto proviene dall’alimentazione, in particolare dal consumo di frutta e verdure fresche. Lo ha scoperto un team di ricercatori guidati dal medico svedese Linda Englund-Ögge, il cui studio è stato pubblicato sulla edizione telematica del British Medical Journal.

Secondo i risultati della ricerca, la donna in gravidanza che consuma quotidianamente un’abbondante quantità di alimenti vegetali può prevenire efficacemente il rischio di un parto anticipato. La dieta ideale, in questo senso, prevede non solo delle grandi quantità di frutta fresca e di ortaggi ma anche delle consistenti porzioni di cereali integrali ed olio vegetale crudo, ai quali si affiancano le patate lesse.
Un’altra importante abitudine consiste nel bere molta acqua nell’arco dell’intera giornata: un’adeguata idratazione, infatti, mantiene l’organismo della mamma e del bambino in buona salute ed aiuta il suo corpo a partorire rispettando la tempistica ideale.

La frutta e la verdura riducono il rischio di un parto prematuroLo studio si è basato sull’analisi delle osservazioni raccolte fra il 2006 e il 2008 dal Norwegian Mother and Child Cohort Study, riguardanti un campione di oltre 60.000 donne. Le gestanti selezionate per l’indagine, tutte in buona salute, sono state divise in tre gruppi: le prudenti, ovvero le donne che seguivano una dieta basata sul consumo di frutta e verdura, cereali integrali, oli vegetali e molta acqua, le seguaci della tipica alimentazione occidentale, ovvero quella ricca di pietanze piuttosto grasse e salate, carni e cereali raffinati, e le tradizionaliste, la cui nutrizione era prettamente basata su pesce, patate bollite, vegetali cotti, sughi e latticini.

L’elaborazione dei dati ha messo in evidenza una forte connessione fra l’incidenza del parto prematuro e la dieta di tipo occidentale. Fra le altre donne, i casi di parti pretermine sono stati decisamente meno numerosi.

La dottoressa ed il suo staff hanno, tuttavia, precisato che l’esito della ricerca non vuole mettere in discussione le abitudini alimentari del mondo occidentale, bensì semplicemente porre l’accento sull’opportunità di aumentare il consumo della frutta e della verdura. Per le future mamme, quindi, non è strettamente necessario eliminare dalla dieta gli alimenti grassi e poco salubri ma è sufficiente portare in tavola più spesso i vegetali a foglia verde, i cereali integrali, quali la pasta ed il riso, l’olio extravergine d’oliva e la frutta secca. Nei primi 5 o 6 mesi di gravidanza, inoltre, è bene ridurre drasticamente l’apporto di grassi saturi e sale.




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