Il frutto del drago e le sue importanti proprietà nutritive

La Pitahaya o Pitaya è comunemente e maestosamente conosciuta come frutto del drago, poiché la sua forma e la sua colorazione lo rendono sorprendentemente simile ad una palla di fuoco. La pianta che lo produce è originaria del Messico e viene attualmente coltivata nei paesi del sud-est asiatico, ad Okinawa, nelle Hawaii, nell’Australia settentrionale, in Israele e sull’isola di Cipro. Del frutto esistono una varietà rossa ed una gialla che possono avere una polpa bianca o fucsia con dei semini neri, anch’essi commestibili.

Il frutto del drago è un’eccezionale fonte di vitamine, sopratutto per quanto riguarda la vitamina C, tanto che un singolo frutto può fornirne il 50% del fabbisogno giornaliero. Con esse, rinforza il sistema immunitario e protegge l’organismo dai malanni stagionali. Con l’apporto delle fibre, invece, regola l’attività intestinale e la pressione sanguigna, scongiurando il rischio di contrarre le malattie cardiovascolari.

Possiede anche una straordinaria quantità di antiossidanti, tra cui le phytoalbumine, che ripuliscono il sangue ed il fegato dalle tossine e prevengono la formazione delle cellule tumorali, contrastando l’insorgenza dei tumori stessi. Insieme al betacarotene, al licopene ed alla vitamina E, contribuiscono a mantenere la pelle giovane ed in salute, oltre a proteggerla dagli effetti dei raggi UV.

Frutto del dragoI semi sono ricchi di grassi polinsaturi e poveri di grassi saturi. In particolare, il contenuto ha il 50% di omega-6, quasi il 20% di omega-9 e soltanto l’1% di omega-3. La disparità degli acidi grassi potrebbe sconvolgere le regolari funzionalità dell’organismo, quindi è consigliabile non eccedere nel loro consumo.

Il frutto del drago ha un sapore dolce e delicato, che si può abbinare a vari alimenti e piatti. Quello rosso è più saporito, quindi risulta perfetto per chi ama i sapori particolarmente dolci: tra le metodologie di impiego, viene utilizzato per produrre bevande fresche e gelati.

Il suo consumo potrebbe far arrossire l’urina e le feci, ma bastano un paio di giorni per tornare alla normalità.

È possibile utilizzare i semi trovati all’interno del frutto per coltivare la pianta Hylocereus undatus nel proprio orto. Predilige i climi caldi ma sa adattarsi a quelli temperati, quindi può vegetare tra i 10°C ed i 45°C. Con la fioritura, che avviene più volte ogni anno, dà origine a molteplici frutti del drago.




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