Etichette più chiare sui farmaci, in 3 su 4 ci sono derivati animali

Posted In: Novità

Chi ha deciso di escludere la carne dalla propria dieta, optando per un regime alimentare vegetariano o vegano, potrebbe avere qualche sgradita sorpresa legata al consumo di alcuni farmaci. Un gruppo di medici inglesi, infatti, ha segnalato la presenza di carne e derivati fra gli ingredienti di diversi medicinali: il componente in questione, però, non verrebbe riportato sul foglietto illustrativo, portando il paziente a consumarlo inconsapevolmente. Non si tratta di casi rari ed isolati: il fenomeno, infatti, riguarda ben tre medicinali su quattro. Per questo, i medici del “St Mark’s Hospital” di Harrow si sono rivolti alle case farmaceutiche chiedendo etichette più chiare e dettagliate, utili non soltanto per il paziente ma anche per il medico curante. Infatti, nel caso in cui la salute del paziente richieda la prescrizione di un farmaco senza carne o derivati animali, l’assenza di adeguate specifiche rende il compito molto difficile anche al medico, impossibilitato a verificare la corretta composizione del prodotto. I derivati animali sotto accusa, in particolare, sono il lattosio e la gelatina di origine animale; ma la composizione di alcuni preparati arriva a comprendere perfino la carne di maiale, rappresentando un’ulteriore difficoltà per chi appartiene a confessioni religiose ( come l’Islam) che ne proibiscono il consumo. A questo proposito, emblematica è la vicenda accaduta recentemente in Scozia, quando la comunità musulmana ha rifiutato la vaccinazione dopo aver scoperto che i vaccini contenevano gelatina di suino. Anche lo stearato di magnesio, che dovrebbe teoricamente essere riprodotto sinteticamente, è nella maggior parte derivato dai bovini, dai suini e dagli ovini. In molti casi il foglietto illustrativo riporta effettivamente il nome dell’ingrediente, ma limitandosi alla mera terminologia ( senza cioè specificare se la sostanza abbia origine animale o vegetale). Secondo i medici di Harrow, si potrebbe ovviare all’inconveniente elencando oltre a tutti gli ingredienti di un farmaco anche la loro provenienza: questo consentirebbe a medici e pazienti di orientarsi nel modo corretto. Per poterne agevolare la consultazione anche da parte del farmacista, questo tipo di informazioni dovrebbe essere scritto sia sul foglietto interno, sia sull’imballo esterno. Per quanto riguarda più specificamente vegetariani e vegani, al momento è addirittura una normativa dell’Unione Europea ad ostacolare una maggiore chiarezza nel sistema di etichettatura. Alle case farmaceutiche, infatti, è vietato apporre sui farmaci le diciture “adatto a vegetariani e vegani” e simili perché vegetarianesimo e veganesimo sono comunemente considerati semplici “stili di vita”. E finchè tale normativa non verrà cambiata, non ci sarà per i produttori di farmaci la possibilità di rendere le etichette più chiare e dettagliate, né di esporre il simbolo della “Vegetarian Society” che rende il prodotto idoneo ai pazienti “veg” immediatamente e facilmente individuabile.




Go Top