Curare il mal di testa con la frutta al posto dell’aspirina

La frutta rappresenta un vero toccasana per la salute dell’organismo umano. Grazie al loro contenuto ricco di vitamine e sali minerali, esercitano molteplici proprietà benefiche e permettono di contrastare e prevenire numerosi disturbi, patologie e malattie. Secondo uno studio, possono anche curare i processi infiammatori ed il mal di testa.

I ricercatori scozzesi del Journal of Agricoltural and Food Chemistry hanno analizzato e confermato i benefici che il consumo di frutta, verdura e spezie esercita nei confronti dello sviluppo delle infiammazioni e del mal di testa.

FrullatoA tal proposito, la Human Nutrition and Food Science dell’Università di Milano ha effettuato uno studio prendendo un campione di 26 volontari, somministrando a metà di essi un frullato di pesche ed all’altra metà una soluzione acquosa contenente del fruttosio. Nel primo caso, il livello dell’acido salicilico nel sangue dei soggetti è raddoppiato circa 60 minuti dopo il consumo del frullato, per poi stabilizzarsi nelle successive 3 ore. Inoltre, è stato riscontrato un aumento più lento del livello d’interleuchina 6, ovvero una proteina che regola la fisiologia delle infiammazioni.

L’aspirina è uno dei farmaci ai quali si ricorre con maggior frequenza quando si soffre a causa di un’infiammazione. Il suo principio attivo, ovvero l’acido acetilsalicilico, viene metabolizzato nell’acido salicilico. Dal momento che esso è naturalmente contenuto nella frutta e nella verdura, il loro consumo può aiutare a contrastare i sintomi delle infiammazioni senza rendere necessario l’uso di un prodotto farmaceutico.

Tra gli alimenti con il maggior contenuto d’acido salicilico ci sono la frutta, in particolare l’uva, le ciliegie, le fragole, i lamponi, le arance, le albicocche e l’ananas, e la verdura, sopratutto i cetrioli, le zucchine, i peperoni, i ravanelli e l’indivia. Altre fonti che ne contengono una quantità non indifferente sono la frutta secca, come le mandorle, ed alcune spezie, tra cui la paprica, il cumino e la cannella. Per beneficiare al meglio dell’apporto che forniscono, è preferibile consumarli lontano dai pasti principali, in quanto la combinazione con altri alimenti può ostacolarne e rallentarne l’assorbimento.




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