Carne: perché provoca danni alla salute

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Negli ultimi decenni, l’attenzione nei confronti dell’alimentazione e molte ricerche hanno dimostrato delle correlazioni tra determinati alimenti e lo sviluppo di specifiche patologie. La carne, in particolare, è al centro di numerose discussioni e polemiche ma è certo che una dieta caratterizzata da un eccessivo consumo di carne può determinare delle alterazioni a carico di organi importanti.
Gli esperti sottolineano come delle elevate quantità di carne rossa possa portare all’aumento della pressione arteriosa: l’eccessivo contenuto di proteine, associato alle massicce dosi di sale, riduce l’elasticità delle arterie e le conseguenze a livello cardiaco possono essere gravi. Le malattie cardiovascolari hanno molte cause ma eliminare il consumo di carne o almeno limitarlo fortemente è un’ottima strategia di prevenzione.

ObesitàL’obesità ed il diabete sono molto più diffuse nei soggetti che mantengono una dieta ricca di carne rossa. L’obesità viscerale, caratterizzata da un particolare accumulo di grasso localizzato nella zona addominale, è un fattore di rischio per quasi tutte le patologie ed un soggetto obeso ha un’aspettativa di vita inferiore rispetto ad un individuo normopeso. Il diabete rappresenta un’altrettanto grave condizione di rischio: i soggetti con degli elevati livelli di glicemia manifestano danni a carico dei reni, degli occhi, dei vasi sanguigni e del cuore. La prima strategia da adottare in caso di alterazioni metaboliche, è aumentare in modo sensibile il consumo di frutta fresca e verdura.

Un caso particolare è quello della gotta: si tratta di una malattia legata ad un aumento dell’acido urico nel sangue, che si accumula all’interno delle articolazioni creando dei cristalli che causano dolori e gonfiore. I pasti a base di carne possono determinare delle vere e proprie crisi e peggiorare la situazione.

L’alimentazione è un fattore centrale anche nello sviluppo delle patologie tumorali e prediligere la carne piuttosto che le verdure e le fonti di fibre, rappresenta un fattore di rischio. Le neoplasie gastroenterologiche, soprattutto il tumore del colon e dello stomaco, hanno un’incidenza maggiore nei soggetti che consumano gli alimenti animali e ciò è collegato ad un’alterazione delle flora intestinale ed alla produzione di sostanze cancerogene originate dalla digestione. Inoltre, chi consuma più carne soffre maggiormente di pirosi e patologie di cattiva digestione. Il mal di stomaco, le gastriti ed un’eccessiva produzione di acido cloridrico da parte dello stomaco possono essere collegati allo sviluppo del cancro all’esofago.

In definitiva, è opportuno adottare un’alimentazione corretta ed equilibrata: il consumo di carne offre un eccezionale apporto proteico ma può determinare delle gravi patologie se non viene tenuto sotto controllo. Oltre a limitarlo, inoltre, è bene associarlo sempre a della buona verdura, che offre all’organismo tutto ciò che alla carne manca.




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